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Archivi mensili: aprile 2005

VITA, MORTE e RESURREZIONE

Sono i temi che si dibattono in questi giorni, amplificati dalla settimana di Pasqua e da molte agonie pubbliche. A parte le vicende personali, verso le quali è doveroso il rispetto, questi temi dimostrano la grande confusione in proposito, puntano il dito sulla vera piaga che affligge l'umanità: una conoscenza che ignora il significato della vita e della morte, nonché della resurrezione. Vita e morte sono misteri, per scienza e medicina, e la resurrezione è un miracolo, riservato a Dio, per le religioni. L'alchimia è un'eresia per entrambe, scienze e religioni. L'emozione legata alla morte è grande, perché significa separazione, un distacco da chi abbiamo conosciuto ed amato. E oggi è grande l'emozione per la morte del Pontefice, non solo per la sua opera instancabile che lo ha visto protagonista in primo piano, tutti i giorni o quasi, in TV. Lo è anche, a mio parere, perché il futuro è incerto. Il gregge ha perso il suo pastore, la sua guida ed i suoi interventi in rappresentanza di un Dio che è riuscito a rendere quasi simpatico. Dio non è apparso più così punitivo come un tempo, si è dimostrato persino a favore della pace, disposto a dialogare con le altre religioni che dicono di rappresentarLo sulla terra, ma è rimasto comunque rigido, anzi rigidissimo in fatto di morale, sesso e procreazione. Gesù Cristo guariva, risuscitava i morti, donava la vista ai ciechi. Oggi la medicina tende a prolungare la vita, il bene, ed a combattere il male, la malattia. Non c'è più l'accanimento terapeutico, ma sofferenze e malattie vengono ancora considerate naturali, passaggi necessari, legati alla morte. La malattia del Papa è stata l'emblema del dolore, il simbolo "del Vangelo della sofferenza", come alcuni lo chiamano. Il Papa è stato un grande della storia, ha combattutto e travolto il comunismo, criticato il capitalismo, ha chiesto perdono per gli eccidi compiuti dalla Chiesa nel passato, ma non ha vinto il male, anzi, al contrario, lo ha impersonato e mostrato a tutti. Gesù Cristo aveva definito se stesso come la vita, la verità, la via. E' morto, risorto ed asceso al cielo. Non sono miracoli, ma fenomeni naturali che oggi si possono spiegare se si riconosce l'esistenza della Forza che li genera. Forza è sinonimo di messaggio, ovvero informazione. Non a caso Gesù stesso si è definito il Messia, cioè il Messaggio. La terra gira intorno al sole, che dista 150 milioni di km, perché sa che c'è il sole e lo sa perché la forza di gravità è il messaggio che la informa. L'uomo si comporta come un nemico nei confronti dell'altro uomo e della natura, perché sa o meglio crede di essere separato da tutti gli altri e, soprattutto, separato da Dio che richiede verginità, segregazione delle donne, procreazione non desiderata, una vita di rinunce e di rassegnazione al dolore, una vita senza dignità. Oggi tutti i misteri si possono spiegare, riconoscendo che la Forza è Intelligente, ma rimangono tali, perché domina la divisione. La divisione tra bene e male è, a mio parere, il cardine di una conoscenza che coltiva il mistero, lacera l'essere umano e lo rende schiavo della sofferenza. La conoscenza è divisa tra scienze, che escludono l'intelligensa delle forze, e religioni delegano tutto a Dio il quale, pur avendo creato un universo immenso, è interessato sempre al sesso degli umani superficie della terra. Una divisione fittizia e funzionale alla divisione stessa. Infatti le scienze non hanno alcun modo di separare il corpo umano dalle forze; quindi non possono sapere se l'intelligenza è delle forze e/o dell'uomo. E' vero che il cervello umano ha capacità cognitive straordinarie, superiori a quelle di tutte le altre specie, ma il segreto si spiega con un suo particolare accoppiamento con la Forza, cioè con la sua verticalità. La comunione diretta, ovvero la sinergia tra il corpo umano e la Forza, è la co

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