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Giordano Bruno e l’UNIVERSO SPECCHIO

Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio, comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace e menzognera che lo rende e lo tiene schiavo. L’uomo non ha limiti e quando se ne renderà conto, sarà libero anche qui, in questo mondo.” Giordano Bruno (1548-1600)

Maggio 2021. Dopo due decenni di osservazioni ed elaborazioni dati, la NASA rilascia immagini straordinarie della nostra galassia, ottenute componendo i dati ricevuti dall’Osservatorio a raggi X Chandra della NASA e dal radiotelescopio MeerKAT in Sud Africa.

Raggi X e radio sono frequenze invisibili con i nostri occhi, ma osservate ora con le sonde spaziali e con i radiotelescopi a terra. Queste immagini mostrano enormi esplosioni di energia al centro della galassia e sottili fili grigi che uniscono distanze pari a centinaia di migliaia di anni-luce ovvero dimensioni gigantesche per noi, piccoli terrestri. Sono stringhe magnetiche, dichiara la stessa NASA (Fig. 1). (1)

Le immagini impressionano il vasto publico, educato a trascurare i campi magnetici e quindi a ignorare che “il piccolo è come il grande” come sosteneva il leggendario Ermete Trismegisto che Giordano Bruno considerava il suo maestro invisibile. Ora la relazione tra la salute dei nostri corpi e i campi magnetici è provata da una diagnosi ben nota – la Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) – ma non scuote il credo tenace che le distanze servano a evitare contatti ed eventuali contagi.
L’antica Gigantomachia narra della lotta tra i giganti e gli “dei” che sono le nostre idee dominanti, credenti nella lotta tra bene e male, convinte che le armi siano necessarie a combattere i “nemici”. Eppure sono donne e uomini con gli stessi problemi, bisogni e affetti degli amici. Ora si parla spesso di alieni, ma pochi sospettano che noi, terrestri, siamo alienati da un’educazione che divide e impera, ignora le relazioni tra i nostri piccoli corpi e i vasti campi magnetici. Eppure animano tutto e tutti, persino le nostre minuscole cellule e ora risvegliano la nostra mente dormiente.

Che cerchi si a lungo diviso, se dentro di te trovi il Paradiso?” scrive Bruno indicando la “Mente Sorella” – la Materia Bianca, caduta in un lungo sonno mortale e cioè nell’inconscio (Fig. 2).
Il conscio è connesso alla mente grigia che usa l’elettricità, è utile a trasmettere i movimenti ma afflitta dal bipolarismo. La Mente Bianca usa più magnetismo che elettricità, è più rapida della grigia, ma…addormentata (Fig. 2).

La risveglia “il principe che viene da un altro regno”, narra la favola. Non una favola, ma un evento reale e quotidiano se il “principe” è il campo magnetico interplanetario. Emesso dal sole e portato dal vento solare, il “principe” è il plasma che sfugge dalla superficie solare e tocca quella terrestre alle 3:30 della notte, l’attimo in cui avviene la nostra secrezione ormonale e in cui molti si risvegliano.

Una favola? No, la ricezione di quel “pane quotidiano” che è generato dal nostro sistema endocrino e composto di centinaia di ormoni secreti dalle nostre ghiandole endocrine con funzioni immunitarie utili alla nostra salute. (3) Connessi al sistema linfatico gli ormoni muovono e possono spiegare i misteri irrisolti. Uno è l’immane cecità della scienza, spacciata per certa (Fig. 3).

Invisibili fili legano ogni corpo al tutto“, scrive Giordano Bruno. Ora si scopre la riconnessione che la NASA mostra con le lunghissime stringhe magnetiche osservate nell’intera galassia. Queste stringhe non trasmettono elettricità bensì magnetismo, fenomeno cruciale per la salute umana, dimostra la RMN, ma trascurato dagli esperti, i dottori in medicina che lottano contro la morte e non si chiedono né sanno rispondere alla domanda: “che cos’è la Vita?“.
La riconnnessione magnetica, osservata in cielo, può avvenire pure in quel “cielo” che è il nostro cervello per chi usa in modo conscio sia le funzioni della mente grigia, sia quelle della Mente BIANCA, collegata al magnetismo e cioè al movimento.
Sono figlio del padre Sole e della Terra Madre scriveva Bruno sensibile all’unione tra i due corpi celesti, provata ora dal campo magnetico interplanetario e dal suo contatto quotidiano con la superficie terrestre alle 3:30 di notte. È l’attimo del risveglio per chi cerca la verità e non s’inchina alla narrazione consueta.
Un’unica Forza, l’Amore, move e lega infiniti mondi intelligenti scrive Bruno. L’astronomia non li ha mai visti, ma ha usato finora solo il campo elettromagnetico per osservare i corpi celesti.

Nel 1933 Enrico Fermi scopre l’altro campo che chiama “debole” e nel 1938 riceve il premio Nobel. Nel 1979, il premio Nobel è assegnato a un’altra cruciale scoperta: i due campi – elettromagnetico e debole – sono connessi tra loro e formano un’unica Forza chiamata “Elettrodebole” (ED). È una e trina, eterna e onnipresente, ha le note attribuite a “Dio” ma anima tutto pure le particelle dei nostri corpi. L’Uomo è divino afferma Bruno che, “con audacia e mente scerno”, propone una concezione della realtà ben diversa da quella tuttora promossa da scuola, media e accademie. L’Uomo non è il peccatore cacciato dal Paradiso, né lo spettatore che assiste impotente agli eventi celesti ed è incapace di autoguarirsi, cioè di usare il proprio sistema immunitario.

Bruno usa quella Magia Naturale che è nella natura intima della materia, in particolare quella del cervello che ha squisite abilità, sopite da una “conoscenza” che tuttora ignora l’esistenza della Forza e la possibilità pratica e reale di usare il suo “lato luminoso“. Non è fantascienza: può essere il flusso copioso – il fiume impetuoso – come lo chiama Bruno, ovvero anche il fiume della Vita, amato e citato dai popoli antichi, tuttaltro che primitivi. Ora avremmo i mezzi e le conoscenze per riconoscere che il fiume impetuoso non è un mito né un sogno perduto, ma concepito e amato dai semplici, dagli artisti e i poeti lo hanno dipinto e descritto in tanti diversi modi (Fig. 4).

Il lato luminoso della Forza può essere il flusso copioso e vorticoso dei messaggeri che la fisica chiama bosoni Z. È il lato neutro (privo di carica elettrica) della Forza ED, capace di co-muovere le cellule del nostro corpo, e che possiamo percepire come Amore, comunione con l’Infinito Universo e non solo con la misera porzione, osservata tramite gli strumenti (Fig. 3). Potremmo capire che gli infiniti mondi intelligenti non sono osservabili con la luce elettromagnetica ordinaria, ma sensibili, descritti non a caso da saggi e poeti, attenti alle emozioni e disposti a superare i confini del “conosciuto”, la porzione irrisoria della massa, calcolata e descritta dalla scienza (Fig. 3).

Che dire del 95% della massa che la scienza non osserva? E come spiegare processi quotidiani quali la secrezione ormonale che avviene per tutti puntualmente alle 3:30 ogni notte? La medicina ufficiale, ora spacciata per scienza, non lo sa e crede ai vaccini…
E che dire dei tanti asintomatici? Non saranno invece i sogni e la volontà a liberarci dagli obblighi di una “scienza” che trascura il ruolo cruciale della coscienza?  

La pioggia d’oro, suggerita da antichi miti e dipinta dagli artisti, può coincidere con il fiume della Vita – il flusso di bosoni neutri Z – che la fisica osserva in laboratorio e di cui riconosce l’abilità a penetrare il “nocciolo duro” dei nostri corpi. È il nucleo atomico o meglio i miliardi di nuclei che compongono e confinano il 99% della nostra massa corporea in spazi minutisssimi, paralizzano i loro movimenti e impediscono la loro coerenza. Questo fatto – osservabile con la RMN – indica il vero “peccato originale”.
È una “conoscenza” che ignora l’esistenza dell’Altra Luce. Citata dai Vangeli e scoperta nel 1933, l’Altra Luce può coincidere con il lato luminoso della Forza, il fiume impetuoso dei bosoni Z.

(1) I raggi X sono arancioni, verdi, blu e viola; i dati radio di MeerKAT sono mostrati in lilla e grigio.
(2) Vedi il video Universo Organico e l’Evoluzione umana su You tube
(3) Vedi l’altro mio libro – Il RIsveglio e il Gioco Cosmico dell’Uomo – Uno Editori – settembre 2019
(4) Il termine ormone deriva dal greco e significa mettere in movimento.

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