Nino Galloni - 11 agosto 2009

VERSO L'ECONOMIA ORGANICA


E' utile continuare a descrivere nei dettagli perchè l'attuale sistema economico-finanziario non funziona più?
Ad esempio, in Italia, se noi facciamo pari a 100 la produzione del 2007 (un anno peraltro non eccezionale), vediamo che l'anno scorso essa è rimasta sostanzialmente la stessa, quest'anno è atteso un calo quasi del 6%, quindi si arriverà a circa 94 rispetto al 2007, dal 2010 non ci sarà più un segno negativo, nel 2011 - finalmente - è atteso un aumento del 2%: a parte l'attendibilità di tali previsioni, come si fa a dire che stiamo uscendo dalla crisi se, nel 2012 non si sarà nemmeno recuperato il livello del 2007? Ma non basta: quella produzione - del 2007 - andava divisa tra circa 60 milioni di residenti, ebbene, 5 anni dopo i residenti saranno quasi 62 milioni: quindi, il reddito procapite continuerà a diminuire anche quando quello complessivo dovesse dare segni di ripresa consistente. Ma non basta ancora: è il PIL (Prodotto Interno Lordo) un indicatore sensato delle condizioni economiche, sociali, culturali, di soddisfazione psicomateriale, di felicità degli esseri umani?
In realtà, l'attuale economia appare del tutto schizofrenica: il lavoro, la tutela dell'ambiente e della salute - ad esempio - sono considerati COSTO a livello di microeconomia, a livello delle singole imprese, quindi da minimizzare e poi, a livello di macroeconomia, di sistema complessivo, vengono considerate VALORE e, quindi, da massimizzare. Tutta l'economia corrente (globalizzazione) si basa su questa contraddizione, equivoco o schizofrenia la quale determina un percorso che distrugge la produzione buona e premia quella cattiva; era logico che un tale sistema non potesse che trovarsi presto in un vero e proprio vicolo cieco. Non è esatto, infatti, definire crisi la corrente situazione: essa segna la scomparsa di un sistema strutturale, non la possibilità di recuperarlo alla "fine" della crisi stessa.
Recentemente, gli studiosi del Censis hanno colto tale mutamento di situazione ricorrendo a un termine che, in biologia, segna il passaggio dal comportamento adattivo di una specie alla rottura dell'equilibrio per fare un salto in termini di crescita o di sopravvivenza: si parla di EXAPTATION. Terminologia a parte, che cosa diversifica le due situazioni, nella specie umana, tra comportamento adattivo e organico? Su ciò il lavoro dei ricercatori dl Censis non ha ancora dato una risposta, ma si potrebbe pensare che, a livello economico, la differenza consista nel superamento di tutto ciò che è duale, scisso, contradditorio; mentre è organico quanto realizza la creatività dell'uomo e soddisfa esigenze che lo portano ad una crescita positiva, ad un equilibrio accettabile. Oggi tutte le politiche dei bilanci pubblici portano infrastrutture e servizi allo sfacelo, quindi vanno sostituite assieme ai vetusti ed oramai insensati parametri e paradigmi finanziari; diventa ingestibile una sanità che, prioritariamente, risponda al principio della massimizzazione del profitto di alcune categorie di operatori; ha apportato solo disoccupazione e perdita di conoscenza la sottoposizione di tutta la filiera agroalimentare alla logica (illogica) del mercato globale a scapito di quello locale; gli studi sulla moneta sono fermi agli anni '20 e '30 dello scorso secolo, perchè andare avanti avrebbe significato rivelare la vera natura di questa istituzione che, paradossalmente, in un mondo veramente organico, potrebbe addirittura scomparire (ciascuno di noi, infatti, ha dentro di sé un potenziale che può pur risultare monetizzato - attualizzato in qualche modo - ma che, proprio per questo, potrebbe anche venir considerato implicito e, quindi, "scontato complessivamente", nelle relazioni o nelle relative transazioni); si crede che esistano limiti allo sviluppo, determinati dall'utilizzazione delle risorse naturali ed, invece, proprio uno sviluppo anche ecologico consentirebbe di diversificare e ridurre la quantità di risorse per unità di prodotto risolvendo positivamente tutta la problematica; le risorse finanziarie sembrano sempre limitate perchè non si considera che - al di là dell'apparenza e della logica della scarsità - esse sono il risultato contabile dell'investimento futuro e, quindi, la loro scarsità deriva proprio dall'inganno di considerare non effettuabile tale investimento!
Sono parecchie le tematiche che è possibile e sensato approfondire in vista del passaggio ad un mondo del tutto nuovo che, bene o male, si sta preparando da tempo e che richiederà un notevole sforzo di adattamento da parte nostra, in termini di abbandono delle vecchie concezioni dell'economia scisse dalla recuperata centralità dell'essere umano.